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Quando pregate… perdonate

(12 recensioni dei clienti)

20.00

Liturgia delle Ore… dalla Passione alla Risurrezione

COD: 9788887749427 Categoria:

Autore: Giuseppe Pagana

ISBN: 9788887749427

Pagine: 272

Formato: 12x20

Pubblicazione: 2018

Stampa: 2 colori

Prezzo: 20.00

ABSTRACT

Product ID: 24862

Descrizione

La Liturgia delle Ore della Settimana santa.

Intenso itinerario biblico, bruciante come fuoco inestinguibile e capace di far ardere il cuore – dai Primi Vespri della Domenica della Passione alla Compieta della Domenica di Risurrezione – riproponendo i fatti avvenuti e la realtà vissuta proprio in quei giorni da Gesù, o quella più attinente e significativa per celebrare in unità e pienezza il mistero della passione-morte-risurrezione di Cristo Signore, permettendo un’ineguale sintonia con la Parola di Dio e una proficua partecipazione dell’orante.

È strutturato in modo originale e presenta:

  • sintetiche introduzioni e monizioni
    per favorire una partecipazione consapevole e attiva
  • un’innovativa formula introduttiva per la preghiera delle diverse ore: mattino, mezzogiorno, pomeriggio, sera, notte e veglia
  • un prezioso e peculiare antifonario
    che accorda in unità Antico e Nuovo Testamento
  • un’appropriata e pertinente selezione di salmi e di cantici,
    proposti una sola volta ciascuno e percorsi per intero, dal primo all’ultimo versetto e – in accordo con la moderna esegesi scritturistica –
    dinamicamente e dialetticamente divisi per facilitarne la comprensione dell’autentico significato e un’efficace appropriazione
    utile per l’avverarsi del dialogo diretto e personale con il Signore
  • un intenso percorso biblico – indicato come fondamento o proposto come lettura – relativo ai fatti avvenuti
    e alla realtà vissuta proprio in quei giorni da Gesù,
    o quella più attinente e significativa per celebrarne in pienezza il mistero
  • confacenti orazioni
  • singolari e distintive formule di conclusione

Testi biblici della BIBBIA della CEI «editio princeps» 2008.

Presentazione

La vita spirituale necessita di mantenere vivo e intenso il rapporto con il Signore a cui si perviene tramite la preghiera, per ricercarvi «assiduamente la sapienza» (Sir 51,13) che apre all’Infinito. E pregare non è altro che rendersi disponibili ad applicare a se stessi la Parola e un radicarsi essenziale e profondo della Parola di Dio nel cuore affinché diventi regola della vita di fede, al fine di conoscere, incontrare e amare Dio e renderlo presente e vivente nella propria vita, e per arricchire di senso e di significato l’esistenza ricevuta.

La preghiera dona all’orante la possibilità di stare in compagnia di Dio: unico e molteplice, presente e nascosto, vicino e lontano, incarnato e trascendente, e pur sempre immutabile e inesauribile mistero, elevando la vita spirituale e anelando la vera vita. Quando il Mistero si svela: è Cristo che si rivela.

La novità della preghiera cristiana è tutta nel mistero del-l’Incarnazione di Gesù che – esprimendo un rapporto unico, specifico, irriducibile a qualsiasi altro, con il Padre – fonda e realizza l’autenticità del nostro rapporto con Dio, perché è lui che avvicina l’umanità alla divinità; in lui il tutto del Creatore si ricongiunge al nulla d’ogni creatura. È con, per e in Cristo, dunque, che ciascuno può pregare Dio Padre e entrare nell’intimo del suo mistero, perché nel Figlio cielo e terra s’incontrano e congiungono in unità di tempo e di spazio, realizzando quanto dice: «Chiedete e otterrete» (Gv 16,24), sapendo però che «il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate» (Mt 6,8), anzi ci anticipa sempre. Per questo Gesù esorta a «pregare sempre, senza stancarsi mai» (Lc 18,1), di continuo, incessantemente, «in ogni momento» (Lc 21,36).

La preghiera, dunque, è unificante relazione tra Dio e l’uomo, in cui Dio amabilmente incontra e affabilmente parla all’uomo, e l’uomo impara a conoscerlo e a comunicare come amato figlio con l’amorevole Padre. È la condividente meraviglia della comunicazione che deve portare all’unità della comunione, in intimità con il mistero, poiché Dio è più intimo a noi di noi stessi ed è proprio nell’intimità più profonda che ci attira, ci aspetta, ci parla nel segreto del cuore, che a sua immagine ha plasmato: creato da Dio per Dio. Infatti, quando siamo nel più profondo centro di noi stessi, siamo in Dio. Pertanto, se si vuole un’autentica vita di relazione con Dio è essenziale metterlo al centro della nostra esistenza: «Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore» (Mt 6,21), e preferirlo a tutto e farne il tutto della nostra preghiera, una preghiera che renda capaci di una resa totale e incondizionata a Dio. Ciò presuppone uno stato di attesa e di costante e continua e amorevole ricerca dell’incontro personale con il «Signore, padre e Dio della mia vita» (Sir 23,4). Ricerca che è occasione e possibilità di ritrovarsi, poiché aiuta a scoprire fino a qual punto Dio sia vitalmente presente nella nostra esistenza – come amore infinito, liberamente operante – fino a divenire dapprima partecipazione e poi piena comunione. Quest’indubitabile certezza vince ogni dubbio, fuga ogni incertezza, fa prevalere la speranza.

La preghiera, quindi, oltre al fatto che Dio ce l’ha comandata ed è ciò che si attende da noi, è per noi una necessità per dialogare con il Signore e per orientare a lui la nostra esistenza. È bene, dunque, far tacere ogni altra inutile e fuorviante parola e lasciare che il cuore si ponga in docile ascolto e umile apertura dell’essere e della realtà di Dio.

La preghiera favorisce e dispone ad accogliere i doni dello Spirito di Dio in umile semplicità, e ci abilita a comportarci come amici suoi e di lui partecipi. È attraverso il respiro limpido e trasparente della preghiera, infatti, che esprimiamo davvero il nostro essere figli di Dio – che impegna e compromette senza riserve –, perciò dev’essere naturale quanto il respiro: deve salire dal cuore per elevarsi e giungere fino al cuore di Dio, trascendendo la limitatezza delle parole per penetrare nell’infinità dell’Eterno.

Pregando, Dio si apre all’orante e l’orante a Dio. Pregare, pertanto, non è solo desiderio d’incontrare l’Assoluto, sebbene ne costituisca il fondamento, quanto stare alla presenza e in intimità con il Signore, cuore a cuore, preferendolo a tutto; è celebrazione di un rapporto espresso al massimo dell’amicizia, che si ha nello scambio totale e reciproco di ciò che si è e di ciò che si ha; è entrare nella dimensione della realtà di Dio, partecipando al suo amore; è contemplare il volto di un Padre, che con tenerezza scruta e ama i suoi figli; è incontrare una Persona viva e lasciarsene afferrare per accoglierne la Vita e non certo per sfruttarne l’accondiscendenza ai più recessi e inespressi desideri del cuore di ognuno.

Quest’irradiante presenza del divino nell’umano, rinvia alla bellezza, che non è una polarizzazione della totalità nel finito, ma percezione del Tutto nel frammento: è pura trasparenza della bellezza di Dio, affinché – in lui, con lui e per lui – possa pure essere la nostra bellezza.

Credere alla parola di Gesù: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20), e attuarne l’invito: «Restate qui e vegliate» (Mt 26,38 e Mc 14,34) è crescere nella fede e fortificarsi nello spirito.

Pregare, dunque, è l’opera da compiere attraverso cui percepire la voce sottile di silenzio nel «sussurro di una brezza leggera» (1 Re 19,12) con cui il Signore ci parla, per «comprendere qual è la volontà del Signore» (Ef 5,17) e «discernere la volontà di Dio» (Rm 12,2).

È per mezzo della preghiera, infatti, che facciamo luce sul nostro personale e comunitario cammino e corroboriamo il nostro cuore perché non monti in superbia e non s’inorgoglisca in modo da dimenticare che il Signore ci ama: «Ti ho amato di amore eterno, per questo continuo a esserti fedele» (Ger 31,3). Pertanto la preghiera deve diventare opera del cuore, non solo delle labbra, perché Dio è l’imprevedibile e il fedele che non guarda all’apparenza delle parole ma, a differenza dell’uomo, guarda il cuore di chi lo prega, scrutandone nel profondo i sentimenti più sinceri e nascosti. Ed è solo attraverso una preghiera intrisa di fede e di esistenza che Dio si fa incontrare: «Mi cercherete e mi troverete» (Ger 29,13), meravigliosa illuminante espressione che esprime compiutamente la certezza dell’unione trasformante con Dio nella preghiera, incontro di fede e di esistenza, previa condizione: «Perché mi cercherete con tutto il cuore» (Ger 29,13), assicurando: «Mi lascerò trovare da voi» (Ger 29,14), addirittura: «Prima che mi invochino, io risponderò; mentre ancora stanno parlando, io già li avrò ascoltati» (Is 65,24).

È l’incontro con la misericordia per tutti coloro che desiderano crescere nel loro rapporto con il Signore non sottoposto alla rigida contingente necessità, ma alla fragilità di un’accettazione libera e liberante, che fa della fede un cammino sempre nuovo da scoprire.

L’insondabile profondità e l’incontenibile ricchezza della parola di Dio insegna che l’amore è dono, comunicazione, espansione; proclama la sconvolgente verità che Dio stesso, per amore, si è abbassato verso gli uomini per servirli, e che l’uomo gli è tanto più vicino, quanto più ispira a tale amore la sua azione e la sua vita.

Nella missione di Gesù, questo amore si manifesta, in modo impensabile e sconvolgente, con il dono che Cristo fa di se stesso consegnandosi alla croce: rivelandosi come Dio dal volto umano e uomo dal volto divino.

La croce è per noi, com’è stata per il Figlio di Dio, la prova dell’amore più grande con il quale ci ha amati. Il sacrificio di Cristo è unico e imperituro, compiuto nella pienezza del tempo e nella sua stessa carne, vero luogo dell’incontro con Dio.

I discepoli di Gesù siamo chiamati a essere con lui, a vivere come lui, cioè a partecipare intimamente alla sua vita, a comunicare profondamente con la sua persona e il suo destino, accogliendo un’esistenza nuova il cui centro è Cristo, che ci ha amato tutti fino alla fine. Tracciato che introduce ciascuno e in pienezza nella totale condivisione dell’essere, insieme con lui, figlio di Dio.

Il cammino percorso con la Scrittura e corroborato dalla preghiera dei salmi e dei cantici, si protende così immediatamente in avanti e verso l’alto, verso un ascolto, rinnovato dal di dentro, del Signore che parla, verso un rigenerato slancio nel servizio della Parola dalla quale ogni uditore è inviato come discepolo alla comunità degli uomini. La Scrittura, infatti, è parola viva che deve fondersi armoniosamente con la nostra stessa vita. Una vita guidata e sospinta, fortificata e sostenuta, illuminata e chiarificata dalla verità della Parola di Dio, che mai dev’essere trascurata e neppure dimenticata, ma custodita con fiducia, con speranza, con amore.

A questo conduce l’intenso itinerario biblico, bruciante come fuoco inestinguibile e capace di far ardere il cuore, di questa Liturgia delle Ore – nel climax dei giorni qui interessati (dai Primi Vespri della Domenica della Passione alla Compieta della Domenica di Risurrezione) – riproponendo i fatti avvenuti e la realtà vissuta proprio in quei giorni da Gesù, o quella più attinente e significativa per celebrare in unità e pienezza il mistero della passione-morte-risurrezione di Cristo Signore, permettendo un’ineguale sintonia con la Parola di Dio e una proficua partecipazione dell’orante al mistero celebrato, plasmandone la fede, ravvivandone la speranza, rinforzandone la carità, orientandone l’esistenza.

12 recensioni per Quando pregate… perdonate

  1. Alex

    È un particolare libro di preghiera: una Liturgia delle Ore – da utilizzare dai Primi Vespri della Domenica della Passione alla Compieta della Domenica di Risurrezione – che propone i fatti avvenuti e la realtà vissuta proprio in quei giorni da Gesù, o quella più attinente, perciò consente di accompagnarlo fin quasi a penetrarne il mistero.

  2. Aurora

    È un’autentica testimonianza, biblicamente fondata, della fede e della speranza che, attraverso la preghiera, accompagna il cammino della passione del Signore Gesù. Emotivamente toccante.

  3. Melania

    Al cuore della Passione di Gesù non c’è il dolore ma l’amore. Cristo non ci ha salvati perché ha molto sofferto ma perché ha amato fino alla fine, svelandoci l’inatteso e sorprendente volto di Dio. Questo volume interamente strutturato con testi biblici accompagna l’orante nell’intensità del cammino dell’amore crocifisso.

  4. Raffaele

    Attraverso i diversi momenti di preghiera, questo volume ricostruisce e propone – mediante i testi biblici – i fatti avvenuti e la realtà vissuta da Gesù nella sua ultima settimana di vita: proprio le parole e le azioni dei suoi ultimi giorni terreni. È un autentico accompagnamento spirituale per vivere più intensamente la liturgia della settimana santa.

  5. Giancarlo

    Quest’opera è testimonianza di una ricerca appassionata e intensa della luce che si sprigiona dalla Parola di Dio e si fa dialogo con il Signore attraverso la preghiera.

  6. Angelo

    I testi biblici di cui totalmente si compone questo particolarissimo libro di preghiera sulla Settimana santa, consentono di entrare con immediatezza e profondità nel mistero del dolore e dell’amore che attraversa la consegna di Gesù.

  7. Emma

    È un intenso percorso liturgico da utilizzare nella Settimana santa. Cadenza biblicamente gli ultimi giorni di vita di Gesù. un itinerario che fa immergere spiritualmente nella sua passione.

  8. Beatrice

    Semplicemente emozionante. Un’esperienza spirituale profondamente densa. Un’immersione nella passione di Gesù così interiormente penetrante mai sperimentata.

  9. Nicole

    I testi biblici di cui totalmente si compone questo bel libro di preghiera, consentono di entrare con immediatezza e profondità nel mistero della vita e della passione di Gesù. Profondamente intenso. Consigliatissimo.

  10. Gioia

    Volume accurato e profondo. Serve a chi vuol inabissarsi nel mistero della passione di Gesù. Un appassionante approfondimento biblico-spirituale. Ottimo davvero.

  11. Giampiero

    L’originalità di questo libro di preghiera è esperienza contemplativa del mistero della croce. Un efficace aiuto per abbandonarsi in Dio.

  12. Michelangelo

    È un profondo excursus biblico che accompagna chi vuole pregare e meditare per comprendere fino in fondo il mistero della passione di Gesù. È un percorso spirituale che vivifica la fede e apre alla speranza senza illusioni.

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